Sentenza epocale!


L'ammortamento alla francese anche detto ‘a rate costanti’ prevede che ciascuna rata sia comprensiva di parte del capitale, detta quota capitale, ed i relativi interessi, detti quota interessi, calcolati sul capitale residuo non ancora restituito ovvero il debito residuo. 

Nell’ammortamento alla francese ad essere uguale non è la quota capitale ma la rata!
Quali sono le conseguenze? Col passare del tempo, la parte di interessi decresce mentre aumenta quella capitale; per questo motivo, l'ammortamento francese è anche detto "progressivo".
Il piano di ammortamento più utilizzato è quello francese.
Il 29 ottobre scorso il Tribunale di Bari (sezione distaccata di Rutigliano, giudice Pietro Mastronardi) ha pronunciato un sentenza sui mutui che può definirsi «epocale» perché applicabile alla maggior parte dei mutui basati sull'ammortamento alla francese.
La sentenza del Tribunale di Bari statuisce che il sistema di ammortamento francese viola l’articolo 1283 del codice civile, in quanto, determina il calcolo dell’interesse su base composta e non semplice. In parole povere significa che questo piano di ammortamento produce interessi passivi molto più alti di quelli già abbastanza remunerativi dell’ammortamento all’italiana.
Quali sono le differenze con l’ammortamento all’italiana?
Anche in quest’ultimo, la rata si compone di due parti: quota capitale e quota interessi. La quota capitale è sempre costante mentre la quota interessi va mano a mano decrescendo.